Laura

 

Annalisa

 

Gli Amici di Faber: 

Fulvio, Marina, Franco, Marcello

 

Lord Theremin

 

Massimo - Marcello - Dario - Franco

 

Coro Largabanda

 

Rolex - Pino - Umberto - Marco

 

Red Fox: Donata e Franco

 

(è Natale?)

THE NEW LIFE STARTS HERE!

Cascina Govean - Alpignano 26/05/12

 

 

“Anch’io! Anch’io! Appena ho sentito che Monti stava cambiando i requisiti, mi sono riscattata qualche mese che avevo lasciato lì… sai, prima mi avevano detto che non mi conveniva, che mi costava troppo, ma a quel punto… io ero in aspettativa per motivi famigliari, così non sono nemmeno tornata in ufficio e sono andata direttamente in pensione! Sì, con le colleghe dicevo che sarei passata a festeggiare con loro, ma sai com’è: passata la festa, gabbato lo santo!”

 

Ecco… come dire? Con tutto il rispetto e la comprensione per la scelta di questa signora, io a questa festa non avrei mai rinunciato. Ma siccome mi sembrava un po’ troppo sfacciato ed irridente per gli amici che restavano a tirare la carretta sbattergli in faccia quella parola così carica di pathos e di nostalgia (“pensione”), ho battezzato l’evento The New Life Day, più discreto e garbato e rispettoso per chi resta, prendendo lo spunto da una bella canzone dei Waterboys, con cui ho voluto iniziare questa piccola celebrazione.

 

“Ho bruciato i miei ponti e sono finalmente libero - Tutte le mie catene appartengono al passato - La nuova vita inizia qui - La giornata è aperta e il cielo è blu - Il mondo è un miracolo e così tu - La nuova vita inizia qui - I giornali arrivano stampati e completi - Tutti i precedenti messaggi sono obsoleti - La nuova vita inizia qui - Posso vedere la mia strada così chiaramente e gioire perché… la nuova vita inizia qui.”  [The New Life - The Waterboys]

Laura è la vocalist di un numero imprecisato di fortunati gruppi a cui presta la sua ugola di titanio, la sua prestanza fisica ed un sorriso che illumina come un lampione, visto che si trova più o meno alla stessa altezza. Condividiamo il segno zodiacale, due Cancri precisini e un po’ ansiosi, e una insopprimibile dipendenza musicale, droga non più eliminabile dai nostri organismi ma comunque vitale e non letale. Con cura, velocemente ma puntigliosamente, abbiamo preparato i primi pezzi: cori, armonizzazioni, scambi, metrica, accenti, chiamate e risposte.

 

“Vuoi sapere un segreto - solo fra me e te? - Io non conosco la mia prossima tappa - non so chi voglio diventare.”  [The Other Side Of This Life - Peter, Paul & Mary]

Pino è il primo regalo di questa giornata. Galeotta fu una chitarra che stavo vendendo in rete e su cui lui fece un pensierino. Non l’acquistò ma iniziammo una corrispondenza fra maniaci delle sei corde e una collaborazione musicale (la trovate qui). L’idea di questa giornata di musica e amicizia lo colpì e volle esserci. Oh, dico, il buon Pino abita a Tivoli, non a Ivrea! Ebbene, si è afferrato un aereo ed eccolo sotto le Alpi. Inizialmente, per paura di disturbare, farfugliava assurdità tipo: “arriverò con una Stratocaster smontata… mi servirà una chiave a brugola per rimontare il manico…” come se io non avessi sui miei scaffali una chitarra in più da prestargli! Ben presto lo convinsi ad usare la mia Stella Solitaria e, nonostante la difettosa regolazione delle corde (Pino è il più esperto – e maniacale – intenditore e bricoleur di chitarre, amplificatori ed effetti che abbia mai acchiappato un fungo in un sottobosco europeo!) seppe farne buon uso.

 

“Il cerchio resterà intatto - via e via e via - c’è una migliore dimora che ci aspetta - su nel Cielo, Signore, su nel Cielo.”  [Will The Circle Be Unbroken - The Nitty Gritty Dirt Band]

Con Fulvio, altro Cancro ma più bonario ed equilibrato, avevamo costruito sotto il marchio East 2 West un repertorio di antiche canzoni western, battezzato Le Vecchie Canzoni del Nuovo Mondo e da lì abbiamo attinto, coinvolgendo in alcuni cori orecchiabili e ben noti le coriste presenti.

 

“Tu stai a casa - lei esce - Lei dice che un tempo conosceva qualcuno che ormai se n’è andato - Lei non ha bisogno di lui.”  [For No One - The Beatles]

Annalisa è una colonna del Gruppo B, i contralti del Coro Largabanda; tenace, organizzata, propositiva, da pochi mesi è stata folgorata sulla via di Damasco e si è comprata un grosso, pesante e sonoro basso ed ha iniziato a studiarlo con serietà e costanza. Nonostante la giovane età, è appassionata ed esperta dei Fab Four (come potrei dichiararmi anch’io, che possiedo una trentina di libri, manuali, biografie, curiosità sul gruppo più famoso ed influente di sempre); così le ho proposto di debuttare in questa nuova veste arrischiandoci in duo con un pezzo di John e due di Paul. Se non fate troppi confronti con gli originali, possiamo dire che la scommessa è stata vinta, soprattutto grazie ai precisi e scanditi e rotolanti giri del suo strumento.

 

“Signora libertà, signorina anarchia.”  [Se Ti Tagliassero A Pezzetti - Fabrizio De Andrè]

Sempre il nostro Fulvio nel 2009 in occasione del decennale della scomparsa dell’artista volle metter su un gruppo per un concerto-tributo che chiamammo Gli Amici di Faber: quattro musicisti ed una vocalist. Fulvio ha continuato con questo repertorio affiancandosi alla dotata e melomane Marina (Capo Coordinatore e Memoria Armonizzante del Gruppo B) che, automaticamente, è così diventata la vocalist degli Amici, ricostituitisi per questa giornata.

 

“Un gabbiano mira a un pesce - non ci riesce - si rituffa più lontano - Il Pacifico è il suo nome - non so come - è uno specchio blu prussiano.”  [La ballata Del Mare Salato - Franco Nervo]

Lord Theremin, al secolo Lorenzo Giorda, è un vecchio amico di gioventù (la sua), che dopo aver bordeggiato sotto costa con strumenti e repertori più tradizionali, anche se sempre intelligenti e coinvolgenti, improvvisamente si è buttato in mare aperto cavalcando quell’incredibile strumento d’aria che è il theremin di cui è diventato maestro indiscusso. Alcuni anni fa aveva accompagnato il sottoscritto in un recital da cantautore, le mie vecchie rime cucite su pochi accordi e oggi abbiamo riproposto un breve stralcio di quello spettacolo, soprattutto per stupire i presenti con gli ululati, i sospiri, i sibili, le strida che i misurati e ieratici gesti del Lord traggono dalla sua scatola rosso inferno.

 

"Tutta la vita, a far suonare un pianoforte, lasciandoci dentro anche le dita..."  [Tutta La Vita - Lucio Dalla]

Un sabato impegnativo per molti dei partecipanti e aspiranti tali. Fra rinunce, intoppi, ritardi, impegni sovrapposti, partenze anticipate, il vai-e-vieni è stato pressoché continuo. Così, appena comparsi Donata e Umberto, senza perder tempo il Coro Largabanda si è compattato intorno a loro per fornire il suo armonico contributo alla giornata. Ottima performance intaccata solo dalla mia sbadataggine che mi ha fatto dimenticare di accordare la Mustang con cui effettuare il mio unico assolo che è venuto angosciosamente dissonante. Le avrei staccato la paletta a morsi!

 

“Hai già preso quella parte che una volta era il mio cuore - perciò perché non prendi tutto di me?”  [All Of Me - Marks/Simons]

Silvia (ancora un Cancro ironico ed emozionabile, soprano del Gruppo A) si cimenta con questo classico jazz degli anni ’30, dall’andamento swing e dalla struttura atipica, non rientrando nella classica progressione armonica II-V-I più sfruttata dai jazzisti (...Wikipedia, ragazzi!), aggiungendo la sua interpretazione intensa e serena a quelle di Billie Holiday e Sarah Vaughan.

 

“Ogni giorno, ogni giorno ho il blues addosso - Se si parla di tristezze e di casini - lo sai, io ne ho la mia brava parte.”  [Everyday I Have The Blues - Chapman]

Questa giornata si è retta sull’indefesso apporto dei miei soci BlueStyle: Rolex ha ricamato assoli sin dal primissimo pezzo; Marcello ha improvvisato scat e riff da par suo; Dario, oltre che bluestyler e faberamico, si è anche prestato a sostenere l’esibizione del coro col suo drumming serrato e preciso. Però a un certo punto, pur snobbati da gran parte dei presenti intenti a piluccare qualche fettina di salame, sorseggiare un ditale di vino o ginger, sgranocchiare le minuscole pizzette, assaggiare i chicchi di riso in insalata, completando il tutto con una antica bignola del francescano buffet predisposto e sapientemente gestito da Moja, ci siamo guardati in faccia e abbiamo prepotentemente iniziato a jammare sui nostri eterni tre accordi (a volte anche solo due, o magari uno). Complici del misfatto tre ospiti d’eccezione: la sonante e lirica chitarra sudista di Marco Zisa, bluestyler doc; uno scatenato Umberto Cariota al piano, che padroneggia fin meglio del suo celebre basso; il fraseggio sofisticato e intelligente del nostro Pino Pasquali da Tivoli, che a fine serata mi confidò stupitissimo di aver ricevuto un sacco di complimenti da parte di tutti i presenti e non si spiegava il perché. Sospirai, lo presi paternamente per le spalle e, trattandolo da caso incurabile quale in effetti è, con voce pacata ma decisa gli promisi che avrei investigato a fondo su questo fatto così bizzarro e se avessi trovato una spiegazione razionale lo avrei fatto partecipe.

 

“Mi hai cacciata - mi hai trovata - ma son molto più furba di te - Sono una timida volpe - sono un’astuta volpe - e ti insegnerò un paio di cosette…”  [The Fox - Steeleye Span]

Donata ed io, il duo Red Fox alle prese con le antiche ballate della tradizione anglosassone e celtica. Per approfondimenti: qui e qui.

 

“Ma’, appoggia le mie pistole a terra - non le userò mai più - Quella grande nube scura sta scendendo - e mi sento come se bussassi alle porte del Cielo”  [Knockin’ On Heaven’s Door - Bob Dylan]

Tutti sul palco per il Gran Finale, voci e cori e scambi e assoli e fiato e corde e tasti e libertà.

 

La festa è finita. Spacchetto stupito e grato i regali che mi sono inaspettatamente piovuti da più parti. Però l’ambiziosa scaletta da me certosinamente costruita presenta dei buchi: Silvana è scappata senza presentarci il Gaber a cui io avrei fatto da pendant con un altro suo ironico pezzo; idem per i Catweasle, fugacemente rappresentati da Savino; idem per Dora e la Summertime preparata in Sol giusto per lei, i sofisticati blues di me e Rolex e il mio David Crosby e Vecchioni e Buckingham e Hendrix… insomma, dopo quasi quattro ore di musica un sacco di materiale è rimasto nelle dita e nella gola. Che dite: la rifacciamo?

 

Questa la fredda cronaca della giornata. Per emozioni e commozioni citofonare Franco.

 

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