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Triskell Ensemble

 

Liguriani

 

Gens d'Ys

 

Beltaine

 

 

Adam

 

 

BELTAINE DI POLONIA, MUSICA D'IRLANDA

concerto dei Beltaine - Busto Folk 28/9/2007

 

Le buone abitudini diventano tradizione. Così è diventata tradizione chiudere settembre andando ad assistere al Festival Interceltico di Busto Arsizio, che l'anno scorso ci aveva proposto i grandi Wolfstone. Quest'anno abbiamo cambiato solo auto e pilota, ma l'equipaggio è rimasto lo stesso.

Il programma, come sempre, è ricco e vario e arricchito da una esposizione commerciale legata al mondo celtico: spade e libri, mantelli e strumenti musicali, borse e drappi, statuine e oggetti intagliati. Uno stand ospita il gruppo di arpe celtiche Triskell Ensemble, che intrattengono il pubblico con stage e esibizioni.

 

La serata ufficiale si apre con i Liguriani, la cui provenienza è insita nel nome, ma il cui repertorio spazia oltre le Alpi Marittime. Sono in cinque: cornamusa, chitarre, organetto e mandolino, violino, flauto e sono guidati da una nostra vecchia conoscenza, Fabio Rinaudo che abbiamo apprezzato l'anno scorso qui con i Birkin Tree. Energici strumentali e ballate, tessuti e sovrapposizioni in un polifonico macramè. I solisti entrano ed escono dandosi il cambio, alternandosi, chiamandosi e lasciandosi dopo una strofa in duetto.

 

E' poi la volta del musical "La leggenda di Ys" danzato con grande professionalità dagli allievi (e deliziose allieve) dell'Accademia Danze Irlandesi Gens d'Ys diretta da Umberto Crespi che si esibisce nel doppio ruolo del Re e, con un'opportuna parrucca nera, del Diabolico Straniero. E' a lui e al suo gruppo che dobbiamo l'organizzazione di questa rassegna di musiche e balli tradizionali arrivata alla sua sesta edizione. Purtroppo the sky is crying, sta piovendo e se la musica si poteva comunque udire e godere anche dietro una selva di ombrelli, diventa molto più difficile intravvedere ed apprezzare le danze in tale situazione, sbirciando a fatica salti e geometrie, costumi e movenze, l'alternanza delle soft shoes, le scarpette leggere da danza, con le heavy shoes, le intriganti scarpe pesanti e sonore che propongono un coinvolgente tip-tap irlandese, con coreografie e musiche in parte riprese dal più famoso Lord of The Dance di Michael Flatley. Fortunatamente il cielo si rasserena in tempo per vedere comodamente il coinvolgente finale. Per chi volesse più dettagli sullo spettacolo e sulla leggenda che racconta si colleghi a http://www.gensdys.it/

La narrazione è intervallata dagli interventi musicali degli Inis Fail, sestetto lombardo fra cui spicca il virtuosismo alla fisarmonica di Lucia Picozzi. Simpaticamente i più famosi Beltaine, mentre attendono in platea di salire sul palco, osservano e applaudono il gruppo.

 

Ed eccoci, sia pure un po' in ritardo sulla scaletta, agli ospiti d'onore: i polacchi Beltaine, forse la più tosta, grintosa, ispirata, moderna giovane formazione di musica celtica presente in Europa. Sopra una sezione ritmica compatta e fantasiosa di batteria (Mateusz Sopata), percussioni, cajun, tabla (Jan Kubek), un basso stratosferico, secco, presente e intelligente (Bartek Dudek), la chitarra acustica di Łukasz Kulesza, svettano e dialogano il prodigioso violino di Adam Romański e il leader Grzegorz Chudy ai flauti, tin whistle, fisarmonica, cucchiai e voce. Un cenno a parte per Jan Gałczewski che, con fare sornione e apparentemente sottotono, si alternerà al mandolino, bouzouki, bodhran, chitarra elettrica, harmonica e cornamusa, esibendo una incredibile padronanza in ciascuno di questi strumenti.

I Beltaine conquistano per la loro semplicità di porsi col pubblico, per il loro entusiasmo, per la capacità di coinvolgere e trascinare con un repertorio veloce e intrigante che suggerisce sapori diversi, soprattutto per il loro virtuosismo e per l'intelligenza di sposare sonorità moderne a strumenti antichi. Il violino elettrificato con il wha-wha, la fisarmonica che suona come un sintetizzatore, gli assoli perfetti e trascinanti. Rileggo i miei appunti di quella sera che la dicono lunga sul mio stato di esaltazione e sulla difficoltà di esprimere a parole le mie emozioni: "Il basso è un rinoceronte in tutù, uno squalo che gioca a freccette... Grzegorz è il Capitan Libeccio della situazione (pittoresco personaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll - nda), che con i suoi "Hep! Hep! Hep!" sprona i soci e il pubblico all'ennesima Maratonda... il violino è Franti o Garrone? angelico o diabolico? E' un giocoliere che fa ballare quattro palline di ping-pong in ogni mano..."

I Beltaine sono birra e sudore, sono gioia e voglia di volare, sono, come spiega l'olimpico Acquario Grzegorz nel suo limitato ma sorridente italiano (questo è solo il loro terzo concerto in Italia), "Beltaine di Polonia, musica d'Irlanda, Paganini d'Italia!". E' musica jew-rish, un connubio di sonorità irlandesi e ebraiche, con un tocco di jazz, di ritmi orientali, d'improvvisazione blues, di folk-rock.

 

I loro album, Rockhill (2004) e il recente KONCENtRAD (2007), il primo più tradizionale e pacato, il secondo più energico e sperimentale, esprimono tutta la spontaneità e la grinta che sanno mettere dal vivo ma anche la ricerca sonora effettuata in studio con un sapiente e misurato uso dell'elettronica. Caratteristici i loro strumentali che nascono lenti e pacati per poi impennarsi in lunghe e ipnotiche cavalcate. Dal primo album ascoltate l'epica e sanguigna Rockhill, con un violino-scimitarra pieno di echi, dal secondo la travolgente Bring To The Boil, l'open track Technogaita, che mischia fusion, percussioni africane, ritmi brasiliani di supporto a un tema accattivante e esaltante, la filastrocca Bretolomolo intessuta di temi sovrapposti, la swingante Head Up!. In realtà tutti i loro pezzi meritano di essere ascoltati e riascoltati per assaporarne la semplice complessità, la ricchezza sonora, le amonie rincorrentesi in cerchio.

 

I Beltaine sono ragazzi colti, musicisti preparati, artisti che meritano un riconoscimento oltre i confini nazionali e dei generi: moderna musica europea per orecchie europee attente.

 

Il loro sito: www.beltaine.eu